Nel suo venticinquesimo anno di attività il centro di intervento teatrale Il Crogiuolo, intende rivisitare la sua storia recente proponendo un percorso attraverso le sue produzioni di prosa, teatro ragazzi e teatro canzone di maggior successo e tenuta. “Ritornelli dell’attesa” richiama l’avvicinarsi del ritorno della compagnia al suo teatro, lo storico Teatro dell’Arco e anche l’attesa di una disciplina dignitosa del lavoro teatrale. “Ritornelli”: la linea di ricerca portata avanti dal gruppo attorno ai temi del teatro canzone, il “ritorno” nella stagione di primavera della produzione di gruppi legati alla compagnia da duraturi rapporti di amicizia e di collaborazione. Apre la stagione del Teatro Sant’Eulalia di (vico collegio 2 ) Cagliari, che prevede una sezione dedicata al Teatro e una alla Musica e al Teatro Canzone, la ripresa dello spettacolo Blood boom break. Perversa vitalità nel dopoguerra italiano, in scena il 19, 20, 26, 27 gennaio ore 21 e il 21 e 28 gennaio ore 18. Protagonista Mario Faticoni anche autore della riduzione teatrale del testo accompagnato dalla fisarmonica di Antonello Carta. Dello spettacolo la direzione musicale è firmata da Giuseppe Baldino, le luci da Basilio Scalas mentre la cura dell’immagine è stata affidata a Marco Nateri. Proposto nella scorsa stagione Blood boom break fonde, nella sinteticità di uno spettacolo, i temi trattati con maggiore ampiezza nel triennale progetto “La mutazione” che lo ha contenuto, temi che sono altrettante stazioni del viaggio nel dopoguerra italiano che Il crogiuolo intraprende: la civiltà contadina, il fascismo e la guerra, l’antifascismo e la Resistenza, la nascita e i primi anni della Repubblica democratica, il malessere conseguente al miracolo economico, gli scenari apocalittici dell’oggi, di cui il personaggio testimone cerca le tracce originarie. Dal 23 al 25 febbraio e l’1 e 2 marzo, con spettacoli ore 21 tranne la domenica ore 18, il palco del Sant’Eulalia ospiterà Scommiato! Vincenzo Sulis vita e prigionia di un capo popolo. Lo spettacolo frutto di un progetto di collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, coprodotto da Il crogiuolo e La Nuova Complesso Camerata, ripercorre alcune delle pagine più significative per la storia moderna della Sardegna attraverso le parole dell’autobiografia di Vincenzo Sulis. Interpreti Mario Faticoni nel ruolo di Sulis e Rimedia Puggioni, servo di scena. Adattamento e regia sono di Bruno Venturi i costumi di Luisa Corda. Volevo vedere il cielo è l’altro titolo del testo “Niente più niente al mondo” di Massimo Parlotto, una produzione dell’Effimero Meraviglioso programmata per il 10 marzo, sempre ore 21. La scelta della regista Maria Assunta Calvisi di allestire questo testo è motivata dalle forza con cui vi si esprime la dimensione esistenziale della donna, unico personaggio della piece, di cui non si conosce neanche il nome. Si sa invece che il marito si chiama Arturo, un brav’ uomo, grande lavoratore, “sempre su e giù col muletto”, ormai rassegnato alle avversità della vita. Curiosamente non si conosce neanche il nome della figlia, “la ragazzina” che cerca in tutti i modi di sfuggire dalle grinfie della madre che la vorrebbe velina o concorrente del Grande Fratello, anche battona purchè non come lei, frustrata e infelice. Un’infelicità annegata nel vermouth, unico sollievo ad una vita grigia da discount, offerte speciali e sogni consumati nel cesso. In scena una Miana Merisi che si dà totalmente corpo e anima e ci restituisce, con grande sensibilità di attrice, i toni della tenerezza, dell’ironia, della pochezza, della disperazione. Forme d’acqua, scritto da Raffaello Ugo, coprodotto da Il crogiuolo e Avvoltelinverso, interpretato per la regia di Mario Faticoni da Rita Atzeri, installazioni mobili Raffaello Ugo, costumi Giorgia Atzeni, sarà in scena al Sant’Eulalia dal 22 al 24 marzo, ore 21, la settimana successiva al Teatro SalaUno di Roma. Protagonista dello storia è una giovane donna senza nome. Il nome non le serve in quanto è probabilmente l’unica sopravvissuta di un disastro ecologico provocato dalla siccità. Il passato riemerge a brandelli dal suo monologo tra il reale e l’immaginario. Tutto sembra incominciare quando l’acqua è stata fatta confluire nelle condotte. Qualcosa si è spezzato nel rapporto con l’elemento. Quello che prima era un oggetto sacro immerso in un mondo di collegamenti che rimandavano a una logica olistica, ora è diventato un oggetto di scambio, da quantificare secondo misure standard, da comprare e da vendere. Il 30 e 31 marzo, alle 21, spazio a La botte e il cilindro che propone Cos’è la poesia?, spettacolo scritto da Sante Maurizi, interpretato dallo stesso Sante e da Daniela Cossiga, al pianoforte Simone Sassu. Mille sollecitazioni si presentano a chi volesse interrogarsi sulla poesia e sulla sua misteriosa vitalità. Lo spettacolo vuole suggerire percorsi, indicare esempi e dare voce “dal vivo” ai versi di alcuni poeti, in relazione anche alle parole scritte con e per la musica. In un gioco di rimandi fra poesia “da leggere” e poesia “da sentire” attraverso testi di Carducci, Ungaretti, Petrarca, Pavese, D’Annunzio, Leopardi, Montale, Pisolini, Tasso e Gozzano, che si alternano alle “Foglie morte” di Prevert – Kosma, a “Quella cosa in Lombardia” di Fortini – Carpi, al “Va pensiero” di Giuseppe Verdi, alla “Piccola storia ignobile” di Guccini o a “Prova a pensare Annibale” che Virgilio Savona ha tratto da una satira di Giovenale. Debutta invece in prima assoluta il 20 aprile, repliche 21 e 22 ore 21 e ore 18, la nuova produzione della cooperativa Sirio, Cerimonia privata, di Antonimo Veneziani. Un monologo diretto da Marco Nateri e affidato alla sapienza scenica di Tino Petilli. Le luci sono di Basilio Scalas e i video di Andrea Lotta. La solitudine di un vecchio attore (recita Re Lear) che confuso, eccitato, angosciato non vorrebbe accettare (ma ne è lusingato) la proposta di un giovane regista per il suo nuovo film “Fototessere di sette donne oneste”. Io donna! Perché? La storia di una solitudine durata una vita, la complessità di un personaggio e la sua evoluzione. Voler provare (sai, faccio il film di quel giovine…….) e qui inizia: Marina Cvetaeva, Ada Negri, Atonia Pozzi…… per terminare nel rito irripetibile. La fascinazione di un testo che racconta ancora una volta come ne La parrucca di Natalia Ginzburg la “Difficulté de vivre”. Previsto per il 5 maggio ore 21 l’omaggio di Antonio Piovanelli a Giorgio Caprini: Odor di cipria. In questo spettacolo Piovanelli, che da molti anni si confronta con i grandi poeti della letteratura italiana come Dante, Catullo, Leopardi, Pasolini portandoli anche nelle maggiori capitali europee, nell’intento di divulgare sempre più i capolavori della nostra storia poetica, si confronta ora con un altro grande poeta: Giorgio Caproni. Lo spettatore viene condotto in piena e assoluta libertà attraverso la personale collezione di poesie dell’attore Piovanelli, non già rappresentative dell’intero percorso di Caproni, quanto invece dell’amore e delle ragioni che a quest’autore lo legano. Dal 23 aprile per i 10 giorni successivi, inoltre, Piovanelli curerà un master di recitazione per attori, riservato ad un massimo di 12 partecipanti. Gli interessati possono rivolgersi alla segreteria organizzativa de Il crogiuolo. Chiude la programmazione dedicata al Teatro con repliche dal 18 al 20 maggio, ore 21 domenica ore 18, Gene mangia gene. Allegri attentati alla vita, una produzione de Il crogiuolo scritta e interpretata da Rita Atzeri diretta da Mario Faticoni.Sintesi della raccolta di una miriade di informazioni, lo spettacolo ci conduce per mano, attraverso un “universo globale”, fatto di mucca pazza, mais transgenico e scarti industriali utilizzati per arricchire gli alimenti. In altre parole, un tentativo di indagine nel vivere contemporaneo, uno sguardo insieme: ironico, intransigente e complice sui grandi problemi dell’era del consumismo. La sezione dedicata alla Musica e al Teatro canzone si apre il 13 aprile ore 21, repliche il 14 e 15 ore 21 e ore 18, con una nuova produzione dei padroni di casa Canto di terre. Paesi, epoche e stili del canto da Bovio, Caccini, De Curtis, Donaudy, Gluck, Lehar, Ma scagni, Massenet, Mozart, Strabella. Quasi quattrocento anni di musica vocale scorrono tra le note di questo concerto-spettacolo. Dalle arie antiche del ‘600 si passa per Stradella e Mozart e, toccando Massenet e la romanza francese, si arriva alla melodia italiana di Mascagni e all’operetta di Lehar. Un percorso che giunge alla sua conclusione con un doveroso omaggio a Napoli e una rispettosa incursione nella canzone spagnola.Il tutto accompagnato da leggère riflessioni sulle epoche, gli stili e le diverse vocalità. Mario Faticoni prosegue, con Canto di terre, il suo personale viaggio nel mondo del canto in cui unisce, alla ormai lunga esperienza d’attore, la gioia e la passione per il canto e la vocalità tenorile. Acconto a lui nel ruolo di narratore Roberto Deiana e il pianista Riccardo Zinzula. Dal 27 al 29 aprile, sempre ore 21 e domenica ore 18, è di scena lo storico In cerca di Brecht. Teatro, canzoni, poesie, pagine di diario Protagonisti un attore, Mario Faticoni, ed un pianista, Salvatore Spano, che, attraverso monologhi, canzoni, poesie, vanno in cerca di Brecht; proponendo uno spettacolo che vuole essere testimonianza e riflessione su atteggiamenti, contraddizioni dell’uomo e dell’epoca, in un gioco sottile di emozioni, esaltato dalla musica e dalla proiezione di numerose immagini sugli ambienti dove operò e visse il commediografo tedesco. Atteso ritorno per un altro cavallo di battaglia della compagnia, Lasciami cantare una canzone. Bozzetto italiano tenero e rabbioso con canzoni e poesie commiato da un secolo. Lo spettacolo - riallestito con Mario Faticoni, Eloisa Deriu e il Trio Acusmatica, la cui direzione musicale è affidata a Salvatore Spano – sarà in scena dall’11 al 13 maggio. L’allestimento mantiene l’originario carattere didattico – culturale in quanto si propone d’essere un intrattenimento ragionato sullo sviluppo storico della canzone italiana dagli inizi alla fine degli anni ’40. Persone comuni e intellettuali raffinati concordano nell’attribuire alla canzoni un posto importantissimo nella storia dei sentimenti di un popolo. Non è nostalgia: come dice Paolo Conte “Cosa posso rimpiangere se neanche esistevo? E’ piuttosto la ricerca del nostro documento d’identità nazionale. Al cartellone “Ritornelli dell’attesa” si affiancano intersecandosi le due stagioni di teatro ragazzi, la cui attività iniziata nel 2006 si concluderà ad aprile 2007. Si tratta di “Io teatro, tu teatri, egli teatra”, che racchiude le proposte per le scuole elementari e di “L’ora T”, che comprende invece gli appuntamenti per le scuole medie inferiori e superiori. All’interno della stagione “Io teatro…” debuttano due nuovi allestimenti della compagnia dedicati ai più piccoli: Saman il re dei suoni, coprodotto con TiconZero al debutto il 27 febbraio e Il barbiere di Siviglia, coprodotto con Ilos, al debutto con protagonista il contraltista Gianluca Belfiori Doro il 27 marzo. Il crogiuolo intende festeggiare i 25 anni di attività durante tutto il 2007 con una serie di iniziative mirate a favorire l’accesso al Teatro di un numero sempre maggiore di spettatori. La prima di queste iniziative ha per titolo “Va dove ti porta il libro”, si tratta di una campagna di promozione della cultura teatrale attraverso il libro e viceversa di promozione della lettura attraverso il teatro. Chiunque acquisti un libro in una delle librerie di Cagliari convenzionate con Il crogiuolo – Cuec, Fharenait, Piazza Repubblica Libri, Le librerie/Sardegna Libri, Einaudi ex Libris, TutteStorie – riceverà un buono valido per il ritiro di due biglietti omaggi per uno degli spettacoli de “Ritornelli dell’attesa”, per contro mostrare la tessera dell’associazione all’atto dell’acquisto nelle stesse librerie darà diritto per tutto il 2007 ad uno sconto del 10%.
Il crogiuolo, centro di intervento teatrale diretto da Mario Faticoni, comunica che sono aperte le iscrizioni ai corsi di dizione tenuti da Mario Faticoni e Gianni Simeone.
In questo Corso sulla Dizione Teatrale saranno affrontate le tematiche base relative a pronuncia, comunicazione, educazione della voce, interpretazione ed espressione, poesia. Attraverso lo studio della fonetica funzionale ed espressiva e la lettura drammatizzata si arriverà ad una maggior padronanza della parola ed alla scoperta del ritmo interno per eliminare il declamato. Questo Corso è aperto a chi desidera migliorare la propria produzione vocale in vista di un obiettivo artistico, personale o professionale.
Il programma si svolge attraverso un percorso di ricerca fonetica e vocale basato sull’analisi linguistica testuale:
attraverso lo studio delle differenze ed omogeneità fra espressione orale e scritta si svilupperà autocoscienza, spontaneità e controllo della propria produzione linguistica, affinando anche le capacità d’ascolto, l’attenzione, ed eliminando vari condizionamenti psicolinguistici. Il programma introdurrà alla cosiddetta “arte della parola”, aiuterà ad usare meglio la voce, migliorare la consapevolezza comunicativa, presenza e convinzione, ad eliminare gli errori di pronuncia ed a riconoscere il proprio “ritmo interno personale”.
I corsi inizieranno a partire da lunedì 5 febbraio 2007.
Per informazioni e iscrizioni chiamare i numeri 070.657276 – 340.8661756.
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